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L'ultimo numero della rivista l'Artigianato
Data: 09/08/2017

“Imprese, sfide e responsabilità: l’artigianato risponde presente, sempre”

Le parole del Presidente della Provincia Ugo Rossi che, in merito all’opportunità di mantenere in mano trentina la proprietà delle Funivie Folgarida - Marilleva, ha richiamato con forza gli imprenditori trentini ad un maggior coraggio, hanno prodotto un dibattito acceso anche tra gli artigiani del nostro territorio.

L’operazione che si sta avviando a conclusione in Val di Sole si è giocata su un piano che non appartiene né per cultura né per ambizione a quello dell’artigianato e delle piccole imprese. Il risultato della prima asta di fine luglio aveva visto prevalere l’offerta di una finanziaria milanesebeneventina. È parso evidente in quella fase come l’acquisizione delle quote delle funivie solandre stesse diventando un’enorme e complessa partita finanziaria, un articolato intreccio tra istituti finanziari e società di recupero credito, legati in modo diretto all’operazione fallimentare di Aeroterminal. Qualcuno sui quotidiani locali l’ha definita “maxi speculazione” che poco o nulla c’entrava con un’idea di rilancio territoriale di questa infrastruttura strategica, non solo per la Val di Sole e non solo ad esclusivo beneficio del turismo.

Il richiamo del Presidente provinciale Rossi si è rivolto così in particolare al sistema finanziario trentino e agli altri player industriali del settore presenti in Provincia che hanno trovato tra loro un accordo per ribaltare il risultato della prima asta e riportare il controllo della società impianti in ambito provinciale con grande soddisfazione anche per la nostra Associazione. A nostro avviso questa intricata vicenda diventa emblematica di un certo modo di operare che, con accordi tra pubblico e privato e nel rispetto delle regole della libera concorrenza, va a vantaggio del contesto sociale ed economico rafforzando e valorizzando il concetto e le peculiarità della nostra Autonomia. Purtroppo quando entrano in gioco finanziarizzazione e patrimonializzazione delle imprese sappiamo che questi elementi non sono certo delle prerogative di forza dell’artigianato che fa del radicamento sul territorio, della tenuta occupazionale e del presidio sociale della montagna i propri valori e della capacità di coniugare nel quotidiano innovazione, tradizione e qualità i propri fattori critici di successo. Senza però dimenticare esperienze in cui l’artigianato ha investito direttamente nel trasporto a fune: ricordiamo qui il caso del Primiero in cui sono oltre un centinaio le imprese del territorio che hanno investito direttamente nella società di gestione degli impianti. All’ombra delle Pale di San Martino si parla solo di società di gestione (e non di proprietà come nel caso Folgarida) ma il nostro mondo non ha mai fatto mancare il proprio appoggio, commisurato alle proprie possibilità, ad iniziative di contesto chiare, di prospettiva e condivise sul territorio tra gli operatori.

A nostro avviso, proprio la ricaduta territoriale di tutte le iniziative in cui il pubblico gioca un ruolo di promotore culturale, di catalizzatore d’interessi e, non ultimo, di finanziatore delle fasi di avvio, dovrà diventare il faro dell’azione politica e di sostegno dell’economia trentina.

Riteniamo sempre più fondamentale che anche il sistema degli incentivi pubblici si orienti tanto per le grandi quanto per le piccole imprese nel sostenere gli sforzi e il lavoro di condivisione di queste opportunità che le istituzioni mettono loro a disposizione. Se queste iniziative di sistema saranno adeguatamente sostenute senza che la piccola impresa si debba sentire subalterna o marginale rispetto alla grande impresa, l’artigianato trentino e le imprese che rappresentiamo sono pronte a giocare pienamente il proprio ruolo.

Questo è successo nel recente passato e con grande convinzione quando il focus ha riguardato il sostegno di filiere produttive con una catena del valore a forte valenza artigianale. Ricordiamo i casi dell’edilizia sostenibile e dell’energia nelle fasi in cui diede avvio al Distretto Tecnologico Trentino (ora Habitech), piuttosto che quando si trattò di investire nella valorizzazione della carpenteria e del sistema costruttivo in legno Sofie (ora ARCA).

Anche oggi vi sono delle sfide territoriali strategiche da cogliere. Gli imprenditori artigiani hanno attinto alle risorse personali e a quelle familiari per reggere nei lunghi anni di questa congiuntura negativa e, pur restando ancora sotto sforzo, alcuni settori stanno lentamente riprendendo una spinta propulsiva. Una nuova sfida territoriale che ci dovrà vedere come attori, interessati prima, e protagonisti poi, è quella del Polo della Meccatronica, scommessa innovativa
fortemente voluta dall’Assessorato allo sviluppo economico e lavoro della Provincia che finora è stata poco compresa o, più semplicemente, non è ancora sufficientemente conosciuta dalle piccole imprese ma su cui la nostra Associazione ritiene ci possano essere opportunità interessanti per riqualificare e determinare opportunità di mercato di prospettiva per settori diversi del mondo artigiano.

Poiché se è vero che i mercati e le relazioni produttive sono ormai globalizzati, riteniamo che abbiano ancora un grande valore le risorse delle economie territoriali tipiche della nostra Provincia. In particolare riteniamo: che abbiano ancora senso i rapporti di contiguità tra le imprese con committenti e fornitori (qualificati) vicini fisicamente e non dall’altra parte del mondo; che siano ancora importanti i saperi condivisi sul territorio soprattutto se si potrà contare su centri di ricerca o hub tecnologici di riferimento tagliati in primo luogo sulla realtà imprenditoriale presente in ambito locale (anche se gli apporti esteri sono essenziali oltreché utili); che sia ancora un valore fondamentale la conoscenza diretta delle persone e la fiducia tra le imprese. In sostanza occorre riaffermare, come accaduto per l’affare delle funivie solandre, l’utilità delle reti di relazione produttive a livello locale, ma soprattutto a livello istituzionale: se questo si verificherà l’artigianato trentino risponderà senza timore: presente!

Marco Segatta - Presidente Associazione Artigiani di Trento.


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